Su richiesta degli studenti il workshop dell’anno
accademico 2010-2011 ha trattato la questione su come insegnare
la teologia morale sociale a livello istituzionale. Come
sempre, lo scopo è stato di aiutare ogni partecipante
a riflettere sugli obiettivi, sui metodi e sui temi di un
tale corso. Il workshop ha avuto luogo sabato 14 maggio
2011, dalle ore 9.00-12.00.
La mattinata è stata organizzata nel modo seguente:
9.00 - 9.10 Introduzione: scopo, metodo e struttura del
workshop.
9.10 - 9.45 Una riflessione in plenum sulla domanda “Che
cosa è la teologia morale sociale?”, mettendo
a fuoco in modo particolare il significato del termine “sociale”.
9.45 - 10.30 Una riflessione in plenum sulle risorse e sugli
strumenti che servono per un corso di teologia morale sociale.
Si è esaminato l’eventuale uso sia del Compendio
sulla Dottrina Sociale della Chiesa sia di un tipico manuale
di teologia sociale.
Pausa
10.45 - 11.30 Un esercizio pratico in gruppi. Al gruppo
sono stati consegnati cinque termini stampati su fogli di
carta (Dottrina Sociale, Sviluppo storico-politico-economico,
contesto culturale, diritti umani, co- responsabilità)
insieme a cinque fogli in bianco. Il compito del gruppo
è stato quello di organizzare gli elementi (eventualmente
aggiungendone altri) in un certo ordine, spiegando la logica
delle scelte fatte.
11.30 - 12.00 Plenum durante il quale i diversi modelli
sono stati presentati brevemente e c’è stata
una discussione su possibili criteri per la strutturazione
di un corso di teologia morale sociale.
Tra le numerose idee discusse le seguenti erano centrali:
• Il pieno significato dell’aggettivo “sociale”
nel termine “teologia morale sociale” è
tutt’altro che scontato e merita un serio approfondimento
prima da parte del docente poi durante il corso. Un tale
approfondimento presuppone chiarezza su cosa sia la teologia
morale in quanto tale e poi una specificazione del senso
di “sociale”. Preso alla lettera, questo termine
potrebbe abbracciare una gamma enorme di temi in quanto
l’essere umano è sociale e quindi tutto il
suo agire è in qualche modo sociale. Si tratta nella
pratica di un modo piuttosto arbitrario di individuare certi
temi sociali che vengono trattati separatamente nel programma
accademico (economia, politica, lavoro, Dottrina sociale).
Certo è che non si può fare teologia morale
sociale senza una solida conoscenza della teologia morale
fondamentale nel senso più ampio di questo termine.
• E’ stata sottolineata l’importanza di
una bella introduzione al corso dove viene spiegato l’autocomprensione
della teologia morale sociale rispetto ad altre discipline
come la teologia morale fondamentale, gli studi biblici,
l’antropologia e le scienze sociali. Bisogna spiegare
bene i rispettivi oggetti di studio, metodi, obiettivi delle
varie discipline. Si nota bene che l’obiettivo principale
della teologia morale sociale non è di proporre soluzioni
specifiche ai problemi sociali ma di studiarli in un’angolatura
particolare per capirli meglio. Il momento propositivo ha
il suo posto ma non può prendere il posto di quelli
descrittivi, analitici e valutativi.
• Sia nell’introduzione sia durante il corso
è importantissimo partire dall’esperienza (sociale!)
di chi segue il corso. Questo dipenderà chiaramente
dal contesto sociale e culturale ma può fornire tanti
esempi concreti di attuali problemi di morale sociale, che
la teologia deve studiare. Serve anche una spiegazione della
teoria educativa in operazione nel corso e come essa include
riferimento alla realtà sociale concreta.
• Indispensabile ad un corso di teologia morale sociale
è una trattazione dello sfondo storico della modernità
soprattutto sotto i suoi aspetti politici, economici e culturali.
Un’attenzione particolare merita la filosofia politica
liberale, anche nelle sue forme più ideologiche.
Non serve però un approccio eccessivamente apologetico
di fronte alla società complessa.
• Data la vasta gamma di temi che potrebbero essere
inclusi in un corso di teologia morale sociale, serve una
chiara logica organizzativa che viene spiegata in partenza.
Si può partire o dalla realtà sociale attuale
come si presenta per arrivare ad una lettura in ottica cristiana
oppure dalla visione dell’uomo nella società
che troviamo nella fede cristiana per arrivare ad una lettura
dell’attualità. L’importante è
che sia chiara la logica delle scelte fatte.
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