
Francis
X. Murphy, C.Ss.R.
| Padre
Francis X. Murphy, Redentorista, studioso patristico e prolifico
autore di opere accademiche e popolari, è deceduto giovedì
11 aprile, ad Annapolis, MD, U.S.A. Aveva 87 anni e da anni
soffriva del morbo di Parkinson; la sua morte è sopravvenuta
per complicazioni sorte dopo un intervento chirurgico tumorale.
Dal 1959 al 1971 Padre Murphy fu professore all’Accademia Alfonsiana dove insegnò Patristica e Missiologia. |
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Ebbe una notevole influenza sui primi sviluppi dell’Accademia e la sua presenza durante gli anni in cui l’Accademia stava per essere incorporata nell’Istituto di Teologia Morale dell’Università Pontificia Lateranense contribuì copiosamente all’eccellenza della Facoltà e dello spirito alfonsiano che l’Istituto seppe diffondere durante questo importante periodo della sua storia.
Da vero storiografo della Chiesa contemporanea, Padre Murphy portò il Concilio Vaticano II sul grande palcoscenico mondiale, firmando i suoi articoli con lo pseudonimo “Xavier Rynne”. Durante i primi anni sessanta, già autore veterano della stampa cattolica, raggiunse un’ancora più vasta notorietà pubblicando le sue relazioni, da Roma, sul New Yorker magazine. Più tardi questi articoli sarebbero stati pubblicati sotto forma di libro, in collaborazione con Farrar, Straus & Giroux. I suoi resoconti, stracolmi di indicazioni storiche, denotavano una conoscenza approfondita degli argomenti ed un tale acume politico, frutto della sua passata giovane esperienza nel Bronx, da sollevare un polverone internazionale che fece sorgere la domanda “”Chi è Xavier Rynne?” In risposta nacquero articoli e variazioni poetiche che andarono a riempire le colonne della stampa popolare.

Sostenitore entusiasta delle intenzioni di Papa Giovanni XXIII che, richiamando il Concilio, intendeva “aprire una finestra e fare entrare aria fresca”, Padre Murphy non si limitò a tenere i suoi lettori informati sul modo in cui la Chiesa vedeva il mondo moderno, ma seppe rendere questo mondo moderno partecipe degli avvenimenti che si susseguivano nella Chiesa, diventando così fonte di ispirazione per i giornalisti cattolici avidi di notizie sulla Chiesa a livello diocesano.
In un’intervista telefonica, Padre Joseph Komonchak, dell’Università Cattolica d’America (CUA), che ha curato la pubblicazione di una Storia del Concilio Vaticano II in cinque volumi, ci fa sapere che gli articoli scritti da Padre Murphy per il New Yorker Magazine, “ebbero un tremendo impatto perché il suo modo di fare giornalismo era un’esperienza nuova per i cattolici, e denotavano al tempo stesso una conoscenza molto ampia, ma ripiena di significato teologico”.
Jim O’Neill, ex capo Ufficio del servizio di Stampa Cattolica a Roma (che allora si chiamava National Catholic News Service) ricorda che la pubblicazione del primo articolo di “Xavier Rynne” “causò un’esplosione ed un tumulto” a Roma e che i prelati di lingua inglese dovettero mandare rinforzi a Via Veneto per supplire alla carenza delle copie del giornale, andate tutte esaurite. Dovettero chiamare gli Stati Uniti per farsi spedire altre copie per via aerea, aggiunse il Sig. O’Neill.
Soprattutto quel primo articolo ebbe un forte impatto sul Concilio che era soltanto agli inizi, aggiunge il Sig. O’Neill in un’intervista telefonica. Per prima cosa, i vescovi americani dovettero aprire un ufficio di stampa per poter fornire materiale d’appoggio e adeguate spiegazioni ai giornalisti.

Se Padre Murphy poté dire di essersi trovato al posto giusto nel momento giusto per poter relazionare sul Vaticano II, disse anche di essersi trovato “nel posto sbagliato al momento sbagliato” quando gli venne conferito la Stella di Bronzo per azioni meritorie contro l’armata nemica in Corea. In qualità di cappellano servì l’Accademia Navale statunitense dal 1944 al 1947 e l’Esercito degli Stati Uniti dal 1951 al 1958.
Padre Murphy “non aveva paura di entrare in contatto con le persone”; ce lo conferma Padre Francis O’Rourke in una conversazione telefonica. L’editore Norman Shaifer, amico di lunga data di Padre Murphy, e suo collaboratore per l’opera su Giovanni Paolo II: Un figlio venuto dalla Polonia, dice che il cerchio delle persone che era solito frequentare giunse fino ad includere la nota femminista Betty Friedan, Padre Vincent O’Keefe, ex vicario generale dei Gesuiti, e Ken Woodward, del Newsweek Magazine.
Il vasto mondo era il suo palcoscenico; conobbe i Papi Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, e su di essi scrisse articoli a profusione. Scriveva con tempismo, ma senza porsi alcun limite di tempo, attingendo al pozzo della sua approfondita conoscenza storica per dare una prospettiva ai fatti del XX secolo, dilungandosi su argomenti che andavano dalla demografia al controllo delle nascite e alla politica della perestroika.
Il primo atto della lunga storia della vita di Padre Murphy si svolge nel Bronx, dove nasce il 26 giugno 1914, da genitori irlandesi immigrati, Denis e Anna Rynne Murphy. Suo Padre fa parte del corpo di polizia di New York mentre sua madre dirige il Grill dell’Hotel Concourse Plaza. Studia al Seminario minore dei Redentoristi in Pennsylvania dove fa la sua professione nel 1935, e la sua professione finale nel 1938. Il 23 giugno 1940 viene ordinato sacerdote ad Esopus (NY). Più tardi ottiene la licenza ed il dottorato in Storia Medievale all’Università Cattolica d’America.
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Oltre alla sua carriera di professore a Roma, si prodiga come professore aggiunto presso la Facoltà politica delle università di Princeton, John Hopkins e nell’Union Theological Seminary di New York. In aggiunta ai sei libri e 20 articoli firmati con il suo pseudonimo, scrive ben 18 libri, due monografie, ed una miriade di articoli che rimontano al 1937, anno in cui scrisse un pezzo sul Padre della Chiesa che prediligeva: S. Girolamo. La morte lo coglie mentre sta scrivendo la sua autobiografia. |
In un’intervista con la Cronaca Redentorista del 2001, dice che ormai la prossima cosa che vorrebbe fare è morire: “Ma questo sta a Dio”, aggiunge serenamente. “Dico le mie preghiere, ma non ne faccio un toccasana. Dico buongiorno a Dio, tutto qui; poi mi dedico agli impegni.”
Padre Sabatino Majorano, Preside dell’Accademia Alfonsiana, così esprime il suo apprezzamento per l’enorme contributo dato da Padre Murphy all’Accademia Alfonsiana, alla Ricerca in genere, al giornalismo, e alla Congregazione Redentorista: “Siamo fieri di aver potuto contare Padre Murphy fra i membri della nostra facoltà durante quei primi anni; ci sentiamo oggi – e ci sentiremo sempre – suoi debitori per i tanti benefici lasciatici dal suo operato accademico e religioso”.
Desideriamo ringraziare Ms. Mary Conway, direttrice delle pubbliche relazioni per la Provincia Redentorista di Baltimore, U.S.A., per averci fornito questo sommario della vita e delle opere di Padre Murphy. Vi chiediamo di unirvi alla nostra preghiera per Padre Murphy e la sua famiglia.
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